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Federica Iossa. “Lasciatemi solo disegnare!”

“L’arte del disegno – diceva Keith Haring – è fondamentalmente ancora la stessa fin dai tempi preistorici. Essa unisce l’uomo e il mondo. Vive attraverso la magia”.

Arte, fotografia, musica, letteratura, cinema: ogni giorno scopriamo come tutto ciò che è rappresentazione del mondo parta da uno sguardo soggettivo. Regalandoci un prodotto finito in cui possiamo certamente ritrovarci, ma che rimarrà sempre fedele a quel personalissimo sguardo, a quel particolare frammento di universo visto con certi occhi e raccontato con un preciso mezzo espressivo.

“Il disegno è il mio modo di vedere il mondo. Anzi, è l’unico modo per creare il mio mondo”. Federica Iossa, napoletana, è un’illustratrice di libri per l’infanzia. Il suo mondo, visto da fuori, è sorprendente.

Nella bio sul suo sito internet si legge che ha lavorato per Usborne Publishing, Casterman Jeunesse, Fleurus Editions, Editions Lito, Editions Piccolia, Editions Auzou, Ballon Media, Barron’s, AZ Books, Acme Taiwan, Focus Pico, Giunti Kids, Einaudi, Mondadori, De Agostini, Fabbri, Eli, Raffaello Editrice, Lisciani Giochi, Il Capitello.

“Vengo da una tradizionale famiglia napoletana: tutti professori universitari. Ma io ho sempre voluto fare solo questo. A 10, 11 anni sapevo che avrei tentato di tutto per riuscire a diventare una disegnatrice di libri per bambini. Disegnavo per ore e ore, senza sosta”. Una professione atipica per una famiglia di accademici, soprattutto se il percorso formativo per diventare illustratrice non offre molte strade. “ Ho deciso di studiare architettura e, anche se non ho mai fatto l’architetto, non rinnego i miei studi, perché mi sono costruita un bagaglio di conoscenze che continuo ancora ad usare. Nell’approccio al foglio bianco, nella composizione, nell’equilibrio di forme e colori, negli aspetti più razionali del mio lavoro. Dopo la laurea mi sono data due anni di tempo per far diventare il mio hobby una professione. Avevo deciso che non ci fossi riuscita, mi sarei dedicata all’architettura”.

Ma definirlo hobby, anche nella sua fase primordiale, sarebbe ingiusto: negli anni dell’università Federica collabora con alcuni piccoli editori napoletani, realizzando i suoi primi lavori e rendendosi conti di avere tutte le carte in regola per fare del disegno un lavoro. “Esisteva veramente un mondo in cui potevo entrare”.

Decidere di partecipare ogni anno alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna è un’ottima idea. “Portavo con me le mie illustrazioni, conoscevo gli editori italiani e soprattutto stranieri, incontravo professionisti e lettori. Insomma, studiavo da illustratrice. E i primi incarichi sono arrivati da parte dell’editoria scolastica: per anni la mia formazione è stata quella dei libri di attività per la scuola materna e primaria, con cui ho imparato a gestire il rapporto con il cliente, le scadenze e i miei orari di lavoro. In una parola, la programmazione: fondamentale per chi ha il proprio ufficio a casa”.

Où sont cachés les œufs de Pâques?

Difficile da pronunciare, ma anche difficile da dimenticare: è il titolo del primo albo illustrato di Federica, la cui richiesta arriva nel 2011 con una mail da parte del direttore artistico della casa editrice belga Casterman, una delle più importanti realtà editoriali nel panorama internazionale. Quest’opera segna il momento del definitivo abbandono dell’editoria scolastica per la varia.

“Oggi gli editori con cui lavoro sono al 99% esteri, inglesi e francesi soprattutto. Pochissimi gli editori italiani, anche se negli ultimi anni c’è stato un forte incremento delle vendite di volumi per bambini e ragazzi. Ma da noi i budget riservati agli illustratori sono ancora molto bassi. Per disegnare una sola pagina ho bisogno di sette, a volte dieci giorni. La mia è una professione a tutti gli effetti e devo poter vivere di questo. Le case editrici inglesi, ad esempio, mi consentono un’organizzazione ottimale del mio lavoro. Nessuna consegna è urgentissima, ma si programma insieme tutta una stagione. E poi a me piace lavorare su più progetti contemporaneamente, lasciarli crescere con lentezza, farli arricchire e tornarci più volte finché non sono soddisfatta anche del più piccolo particolare”.

illustrazione libri infanzia
les animaux de la jungle – editions piccolia

Nel suo mondo, quello che traspare da ogni pagina dei libri da lei illustrati, Federica riversa immaginazione e realtà. Esperienze, percorsi. E viaggi straordinari. “Durante l’università, ho girato il mondo in bicicletta. Tutto è cominciato quando ho accettato l’invito di una collega di studi ad andare con lei in Alaska. Quasi non sapevo nemmeno pedalare, ma non ci ho pensato neanche un attimo e tre mesi dopo sono partita”. E poi Ecuador, Zimbabwe, Madagascar, Islanda, Giordania… Adattarsi a ogni situazione, portarsi dietro lo stretto necessario, guardare il mondo con occhi nuovi. “Una salita in bicicletta può farti affrontare qualunque cosa”. Adesso sogna un nuovo viaggio con il marito, conosciuto proprio durante uno di questi tour a pedali. Anche perché andare in bici nel traffico napoletano non è la stessa cosa.

Com’è strutturato il processo creativo di un’illustratrice di libri per l’infanzia?

“La fase iniziale è quella di dialogo con l’editore: mi aspetto di ricevere informazioni quanto più dettagliate sui tempi di consegna, sull’idea del racconto. Poi mi arriva il testo, con le indicazioni precise sugli spazi riservati alle illustrazioni e su tutti gli elementi della pagina, dato che i libri per bambini sono ricchi di stimolazioni tattili. Da qualche tempo lavoro esclusivamente con il digitale: la tavoletta grafica e PhotoShop mi permettono di fare cose che con i soli acquerelli non mi sarei mai sognata di fare. Per disegnare attingo a tutto il mio bagaglio di conoscenze, di immagini, di sensazioni e di ricordi. Realizzo uno schizzo molto preciso, che invio all’editore per l’approvazione. Quando il disegno è approvato, passo al colore. I miei sono disegni che crescono in più passaggi e si arricchiscono di elementi. Voglio che il bambino legga il disegno in due momenti: c’è qualcosa che viene rivelato subito, alla prima occhiata, e poi c’è qualcosa che verrà svelato a poco a poco, a un’osservazione più attenta. In questo modo il bambino scopre, si fa delle domande”.

Vorrei trasmettere ai piccoli lettori dei miei libri la stessa energia che ho mentre disegno. Oltre agli aspetti didattici, c’è un mondo da scoprire e da sognare. Io stessa ricordo ancora cosa provavo di fronte ai miei libri illustrati, quell’emozione travolgente.

illustrazione libri infanzia
les animaux de l’òcean – editions piccolia

Le figlie di Federica – 16 e 20 anni – ci hanno messo un po’ a capire quale fosse il lavoro della mamma. “Mamma non lavora, disegna” dicevano da piccole. Oggi sono le prime a sfogliare insieme a Federica i libri freschi di stampa e sono loro ad accompagnarla al cinema a vedere i capolavori d’animazione Disney o le opere visionarie di Hayao Miyakazi. Libri, film, fumetti: non è solo lavoro, ma anche divertimento e ispirazione, stimolo continuo, trasferimento di emozioni. “Sono fiera di tutti i libri che ho illustrato, ciascuno mi ha legata sempre di più al mio lavoro. È un processo creativo di cui non riesco a fare a meno. Fatemi solo disegnare e sarò felice!”.

Ho scoperto Federica Iossa in libreria: tra tutti i volumi esposti – mai mi ero resa conto di quanto fosse ricca la proposta per l’infanzia – sono stati i suoi disegni a colpirmi. Dopo aver portato i suoi libri a casa, mi sono accorta che il suo era l’unico nome italiano tra tanti anglosassoni, così l’ho cercata. Mia figlia adora i gattini che compaiono di tanto in tanto in un giardino o su un sofà. Lascia scorrere il ditino sulla figura e sorride. Chissà cosa immagina, chissà se anche lei ricorderà i suoi primi libri illustrati.

Caterina Mittiga

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