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Esmeralda Pagano. La sua biblioteca nata dal nulla

Alzi la mano chi non conosce almeno un insegnante. Di ruolo, precario, espatriato, supplente, rassegnato, deluso, ottimista, coraggioso, stanco morto, arrabbiato. Fresco d’incarico, giovanissimo, prossimo alla pensione, già pensionato, informatizzato, nostalgico, pendolare.

Non sono tempi facili, ammesso che lo siano mai stati, per gli insegnanti e per la scuola italiana in generale. Mi piace immaginare una sana rivoluzione nel sistema in tempo per quando io e mia figlia andremo insieme a comprare i primi quaderni e la penna Replay cancellabile (esiste ancora?). Nel frattempo, scopro che nonostante tutto – nonostante studenti violenti, genitori distratti, legislatori poco lungimiranti – c’è sempre chi porta avanti la sua rivoluzione tra i banchi, una rivoluzione più travolgente se avviene lontano dalle scuole patinate e nobili dei nostri centri storici.

Tramite un’amica libraria ho conosciuto Esmeralda Pagano, docente di lettere all’Istituto Comprensivo Giuseppe Catalfamo di Messina, la scuola media di Santa Lucia Sopra Contesse. Per chi non conosce la zona, basterà dire che è un territorio che presenta situazioni di forte disagio socio-economico, in cui la scuola è forse l’unico strumento, per molti bambini, di costruzione di un futuro libero da dinamiche molto pericolose.

Esmeralda tre anni fa ha creato nella sua scuola una biblioteca. “Oggi è il nostro fiore all’occhiello – mi racconta – ma è nata dal nulla. Avevamo trovato alcuni scatoloni con vecchi libri che una volta appartenevano alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Messina. Erano volumi non etichettati, non catalogati, lasciati lì in balia dei topi e della muffa. Allora abbiamo buttato via quello che non andava bene e ho portato a scuola 100 dei miei libri di narrativa per ragazzi. Oggi la biblioteca conta più di 540 volumi. Un bel traguardo, no?”.

I bibliotecari faranno sempre il possibile per raggiungere i lettori.

E’ l’estrema sintesi di un bel libro che ho letto qualche tempo fa, in cui venivano presentate le biblioteche più insolite del mondo. Non è un caso che le più originali si trovino nei luoghi più impensabili: a dorso di un mulo in Colombia o su un cammello nel deserto del Gobi, su un elefante in Laos, su un albero a Singapore, su barche che raggiungono i bambini delle zone rurali dell’India o i giovani studenti che abitano lungo il fiume Mekong. Tutti esempi accomunati dalla missione di promuovere la lettura.

Esmeralda ha sempre gestito le biblioteche delle scuole in cui ha insegnato, era naturale farlo anche in quest’ultimo istituto. Da una presenza silenziosa tra i corridoi della scuola, la biblioteca è diventata un fenomeno strutturato, con le regole della catalogazione, con il prestito sistematico e ordinato. Registrare, catalogare, etichettare. “Un libro tira l’altro” dice Esmeralda, e un’attività ne richiama subito un’altra. “Oltre al prestito e alla lettura, con la biblioteca abbiamo promosso un progetto che porta ogni anno uno scrittore a incontrare i nostri studenti. La prima è stata Serena Manfré, che ha accettato di venire sebbene le avessimo detto che probabilmente nessuno dei ragazzi avrebbe potuto comprare il suo libro. Poi, però, lo hanno comprato in molti. E’ stata un’esperienza travolgente. Dopo di lei sono venute a trovarci Daniela Valente, Eleonora Iannelli, e a maggio verrà Ornella della Libera, scrittrice ma anche ispettore capo della Polizia di Stato a Napoli. Ogni anno affrontiamo un tema diverso e ogni anno nascono nuove iniziative, come il Premio per il Miglior Lettore o la creazione di una piccola galleria di locandine autografate dai nostri ospiti”.

biblioteca scolastica
La biblioteca della scuola media G. Catalfamo, Messina

In tre anni la biblioteca ha raggiunto risultati esaltanti, ma difficili da immaginare quando tutto è nato. “In una realtà in cui circolano pochi libri, le famiglie sono numerose e le esigenze primarie mettono per forza la lettura in secondo piano, offrire ai ragazzi un punto di riferimento è stata la motivazione che ci ha spinti a lavorare per realizzare una biblioteca ricca di titoli, che funziona anche d’estate quando la scuola è chiusa”.

Alcuni ragazzi hanno chiesto un libro per i loro fratelli più grandi o addirittura per le loro mamme. Questo va oltre ogni aspettativa.

Chiedo ad Esmeralda come ha fatto a suscitare l’interesse per la lettura nei suoi ragazzi. “Durante le lezioni di italiano, capita naturalmente di fare riferimento ai testi della nostra letteratura. In quei casi cerco di far nascere la curiosità verso la storia, magari facendo cenno a un film o a qualcosa che loro conoscono meglio. E poi ho sempre cercato di non far vivere la lettura come un compito, ma come un piacere, in modo che si avvicinassero spontaneamente, così come spontaneamente hanno chiesto di poter scrivere le loro sensazioni dopo la lettura di un libro. Se volete leggere, siete liberi di farlo, dico sempre. Così non soltanto prendono in prestito i libri, ma li comprano in libreria”.

Dopo i primi 100 libri portati da Esmeralda, la biblioteca ha continuato a crescere grazie alle donazioni e ai volumi acquistati dagli stessi insegnanti con la Carta del Docente o con i premi vinti nei concorsi scolastici. Un circolo virtuoso, un microsistema che potrebbe insegnare molto in tema di sostenibilità e sviluppo. Ricerca e selezione sono un’attività costante, per poter fornire la biblioteca di testi ad alta leggibilità, destinati anche a giovani lettori con disturbi dell’apprendimento o del linguaggio. Un lavoro di squadra, come sottolinea spesso Esmeralda, che ha coinvolto tutti gli insegnanti della scuola, dalla realizzazione degli scaffali alla decorazione dei muri, dall’etichettatura dei libri al registro dei prestiti. “La scuola è piccola, ma la nostra forza è l’equipe. Lavoriamo in gruppo e facciamo tutto per i nostri ragazzi. Immagina la soddisfazione di vederli iscriversi al liceo classico…”.

Nel futuro vedo una biblioteca di quartiere, informatizzata, connessa a internet.

Questa la visione di Esmeralda per la “sua” biblioteca. Le chiedo se vuole fare un appello, se ha una richiesta. “Sarebbe bello se qualcuno ci regalasse un computer che non usa più. Non serve che sia nuovissimo, basta che funzioni”.

*

Io conosco diversi insegnanti. Tutti loro combattono con il pregiudizio che li vede impegnati un paio d’ore al giorno e con tanto tempo libero. Molti di loro tirano fuori risorse non ufficialmente richieste per portare avanti uno dei compiti più impegnativi della società. Qualcuno di loro si sforza ogni giorno di vedere gli alunni come persone, con sogni, paure, aspirazioni, in altre parole con un futuro ancora da costruire. Esmeralda è una di questi insegnanti.

Caterina Mittiga

Immagine tratta dal cortometraggio “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore”.

 

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